La Manifestazione della Presenza di Gesù | World Challenge

La Manifestazione della Presenza di Gesù

David Wilkerson
April 17, 1989

Chiedete a qualsiasi cristiano: "Ami Gesù?" e vi risponderà: "Assolutamente sì!". Ma le parole da sole non valgono a niente alla luce della Parola di Dio, perché Gesù stesso ha dichiarato che solo due cose possono provare il nostro amore per Lui. Se non hai queste due prove nella tua vita, allora il tuo amore per Gesù è solo a parole - non a fatti ed in verità. Queste due prove sono: (1) la tua obbedienza a tutti i comandamenti di Gesù e (2) una manifestazione della Sua presenza nella tua vita.

C'è un verso che recita così: "Chi ha i miei comandamenti e li osserva, è uno che mi ama; e chi mi ama sarà amato dal Padre mio; e io lo amerò e mi manifesterò a lui" (Giovanni 14:21). "Manifestare" qui significa "splendere o irrompere" -- in altre parole, diventare uno strumento o un canale che irradia la presenza di Cristo.

La chiesa prega spesso: "O Signore! Rivelaci la Tua presenza. Vieni fra di noi -- scendi su noi -- muoviti nel nostro mezzo. Rivelati!". Ma la presenza di Dio non scende, non cade improvvisamente sorprendendo e riempiendo la congregazione. Sembriamo credere che la presenza di Dio sia un fumo invisibile che Dio spruzza nell'atmosfera, come la nuvola di gloria del Vecchio Testamento che riempiva così tanto il tempio che i sacerdoti non potevano ministrare.

Dimentichiamo che in questi giorni i nostri corpi sono il tempio di Dio, e che se la Sua gloria appare deve farlo nei nostri corpi e nei nostri cuori. Cristo non abita in costruzioni o in certe atmosfere particolari; tanto è vero che i cieli dei cieli non possono contenerlo. Egli si manifesta piuttosto attraverso i nostri corpi santificati ed obbedienti -- il Suo tempio: "Voi siete il tempio del Dio vivente, come Dio disse: Io abiterò in mezzo a loro, e camminerò fra loro; e sarò il loro Dio ed essi saranno il mio popolo" (2 Corinzi 6:16). "Non sapete voi che il vostro corpo è il tempio dello Spirito Santo che è in voi?" (1 Corinzi 6:19).

Ma perché nelle nostre chiese c'è così poca presenza di Gesù? Perché molte congregazioni sono morte? Perché o il pastore o le persone -- ma può darsi entrambi -- sono morti! Sperimentare la presenza di Gesù in una chiesa non è un problema corporale ma piuttosto individuale. E' vero che un pastore spiritualmente morto può contagiare la congregazione. Ma è altresì vero che ogni membro è un tempio ed è personalmente responsabile di obbedire a Dio ed essere disponibile come strumento della Sua presenza. La tua chiesa può essere morta ma tu puoi essere pieno della presenza di Cristo.

Recentemente quattro adolescenti mi hanno detto: "L'anno scorso hai predicato nella nostra chiesa ed era morta. Perciò noi quattro abbiamo iniziato delle riunioni di preghiera solo per noi. Volevamo metterci a posto con Dio, volevamo pentirci ed essere ripieni di Gesù. Il nostro gruppo pian piano è aumentato a dieci e abbiamo aiutato altri compagni a trovare la salvezza. Ora stiamo invitando il pastore e gli anziani a pregare con noi. Vediamo che la chiesa è cambiata. Adesso c'è il Signore!".

Un vero risveglio, per come la vedo io, è un ripristino di un immenso amore che abbiamo per Gesù. Questo amore è contrassegnato da un nuovo desiderio di ubbidire ad ogni Sua parola, un'attitudine del cuore che dice: "Qualsiasi cosa mi dirà, la farò". Inoltre un risveglio è un ritorno ad un amore obbediente da parte di un popolo che confessa ed abbandona individualmente i propri peccati, con l'unico desiderio di divenire canali della presenza di Cristo. Il risveglio è incarnato in queste persone. Esse portano con sé la gloria e la presenza di Cristo perché la Sua vita scorre sempre in loro.

Pastori di grandi chiese mi hanno detto: "Devi venire a vedere cosa sta facendo Dio. Stanno venendo migliaia di persone -- siamo stretti come sardine! La nostra adorazione è qualcosa di spettacolare!".

Sono andato in alcune di queste chiese con grandi aspettative, ma in queste riunioni di massa di rado ho sentito la vera presenza di Gesù. Nelle congregazioni non si vede un vero pentimento. Credo che se un profeta si alzasse e smascherasse tutti i divorzi, gli adulteri, le fornicazioni ed i compromessi che esistono in queste chiese, se ne andrebbe via mezza chiesa.

Si stanno divertendo -- in una chiesa, un leader invitò 50 persone ad una riunione di preghiera nella quale, invece, presentò loro buoni motivi per diventare membri di quella chiesa, "affinché vediate la risposta alle vostre preghiere". In quella congregazione, non c'erano strumenti o canali della presenza di Dio. Le cosiddette lodi e adorazioni erano solo dei rumori, e sapevo che non sarebbe passato molto tempo prima che la folla si fosse stancata di tutto quel divertimento. Dove non c'è la presenza di Cristo, il popolo cerca solo emozioni.

Me ne esco da queste riunioni sapendo nel mio cuore che in mezzo a loro Gesù non c'è. E' chiaro che non vivono obbedendo a Lui -- perciò non possono amarlo veramente. Gesù non si manifesterà a chi dice di amarlo ma non gli ubbidisce. Dovunque troverai la presenza di Gesù, troverai anche almeno quattro manifestazioni nel Suo popolo.

Dovunque ci siano dei vasi che contengano la presenza di Gesù, dovunque la Sua presenza sgorghi da cuori obbedienti, la persona che continua a coltivare il peccato nella sua vita farà due cose: o cadrà a terra confessando i suoi peccati o scapperà e andrà a nascondersi!

Verrà il giorno in cui Gesù si rivelerà ai malvagi e la gente griderà ai monti e alle rocce di cadergli addosso e di nasconderli dalla Sua meravigliosa presenza. "Si nascosero nelle spelonche e fra le rocce dei monti, e dicevano ai monti e alle rocce: Cadeteci addosso e nascondeteci dalla faccia di colui che siede sul trono e dall'ira dell'Agnello" (Apocalisse 6:15-16).

Un martedì sera, durante un servizio di culto qui a Times Square, fui talmente invaso che la presenza di Gesù divenne manifesta fra gli adoratori che Lo stavano aspettando. Gente venne all'altare, alcuni piangevano. Il timore di Dio che si respirava in quel luogo era meraviglioso. Mi sentivo come Isaia che diceva: "Guai a me! Perché sono un uomo dalle labbra impure e abito in mezzo ad un popolo dalle labbra impure!" (Isaia 6:5).

In questa chiesa predichiamo spesso contro il peccato e molti potranno dire: "Ho lasciato le redini allo Spirito Santo, perché voglio che mi mostri tutto ciò che in me non è simile a Gesù". Eppure mi rendo conto di non essere arrivato, di essere lontano dalla Sua gloria. La predicazione da sola non basta a portarci quell'odio per il peccato di cui abbiamo tanto bisogno in questi ultimi giorni. Abbiamo bisogno di qualcosa di più profondo, una manifestazione toccante della presenza di Dio Impariamo ad odiare il peccato e a camminare nel timore di Dio solo quando siamo nella Sua santa presenza.

Ho sentito alcuni cristiani vantarsi: "Nel giorno del giudizio non dovrò cadere in ginocchio. Rimarrò lì baldanzoso, perché confido nella Sua salvezza e non nelle mie opere!". E' vero che non siamo salvati per mezzo delle opere, ma se non ubbidiamo ai comandamenti di Cristo non lo ameremo veramente ed Egli non potrà rivelarsi a noi (Giovanni 14:21).

L'apostolo Giovanni, nostro "fratello e compagno nell'afflizione" (Apocalisse 1:9), proprio quello che poggiava il capo sul petto di Gesù, vide Cristo in gloria. Giovanni testimoniò: "Mi voltai per vedere la voce che aveva parlato con me. E vidi... i suoi occhi somigliavano ad una fiamma di fuoco.. la sua voce era come il fragore di molte acque... il suo aspetto era come il sole che risplende nella sua forza. Quando lo vidi, caddi ai suoi piedi come morto. Ma egli mise la sua mano destra su di me, dicendomi: Non temere!" (Apocalisse 1:12-17).

Potresti essere come Giovanni, un fratello o una sorella santa nel cospetto del Signore -- un servo che ha sopportato molte tribolazioni -- ma chi di noi potrà resistere davanti ad una Presenza che splende come il sole in tutta la sua forza? Guardare quella gloria sarà come guardare il sole senza occhiali scuri. Sarà Lui a darci forza in quel giorno -- ci toccherà e ci dirà di non aver timore. "Or a colui che può salvaguardarvi da ogni caduta e farvi comparire davanti alla sua gloria irreprensibili e con grande gioia" (Giuda 24).

La presenza di Gesù ha il potere di distruggere e di allontanare il peccato! "Dio si levi e siano dispersi i suoi nemici, e quelli che l'odiano fuggano davanti a lui. Tu li disperderai come si dilegua il fumo; come la cera si scioglie davanti al fuoco, così periranno gli empi davanti a Dio" (Salmo 68:1-2).

Questa è un'immagine di quello che dovrebbe accadere quando ti metti in comunione con Dio nella tua stanzetta. La Sua meravigliosa presenza è come un uragano che spazza via ogni sporcizia ed ogni lussuria; come un fuoco consumante che scioglie ogni durezza. La malvagità scompare davanti alla Sua presenza.

"I monti si sciolgono come cera davanti all'Eterno" (Salmo 97:5). I monti in questo salmo rappresentano le fortezze demoniache e le montagne della testardaggine, cose che si scioglieranno quando ci troveremo davanti alla presenza di Dio. Potremo pregare fino all'esaurimento: "O Dio, manda la tua potenza che distrugga il peccato nelle nostre chiese!". Ma non combineremo niente se lo Spirito non fa sorgere nelle nostre chiese un residuo che, col cuore puro, invita la Sua presenza nel santuario.

Non sentiremo la vera presenza di Gesù fin quando dentro di noi non ci sarà un vero odio per il peccato -- una profonda convinzione dei nostri sbagli e un profondo senso di peccato. Quelli che non hanno la presenza di Cristo in loro non sono convinti dei loro peccati. Più si allontanano dalla Sua presenza, più diventano arroganti e a loro agio nel compromesso. Non ci basta solo mangiare e bere nella Sua presenza; dobbiamo essere cambiati e purificati dal contatto con Lui. "Allora comincerete a dire: Noi abbiamo mangiato e bevuto in tua presenza, e tu hai insegnato nelle nostre piazze. Ma egli dirà: Io vi dico che non so da dove venite; via da me voi tutti operatori d'iniquità" (Luca 13:26-27).

Coloro che confessano di aver mangiato e bevuto in Sua presenza, diranno veramente: "Noi siamo stati alla tua presenza. Noi abbiamo ascoltato i tuoi insegnamenti". Queste persone saranno giudicate dalle loro stesse parole, perché ammetteranno di essersi sedute alla Sua presenza -- ma non sono state trasformate. Sono rimaste cieche, e hanno indurito i loro cuori alla presenza di Cristo. Gesù risponderà loro: "Io non vi conosco. Andate via da me!".

Quanto è pericoloso sedersi fra i santi di Dio che irradiano la Sua gloria e la Sua presenza, in quel luogo in cui Gesù rivela la Sua persona, e non essere trasformati! Quanto è triste non vedere la propria condizione, il proprio peccato! Ti azzarderai a dire al Signore: "Ho frequentato una chiesa in cui la Tua presenza era reale -- mi sono seduto nella tua presenza"? Sarebbe stato meglio per te non aver mai conosciuto la Sua presenza.

"Riguardo a suo Figlio, nato dal seme di Davide secondo la carne, dichiarato Figlio di Dio in potenza, secondo lo Spirito di santità mediante la risurrezione dai morti: Gesù Cristo nostro Signore" (Romani 1:3-4). La vera santità porta uno spirito che opera. Dovunque vedrai all'opera la presenza di Gesù nel Suo popolo, scoprirai in quel popolo ubbidienza, separazione dal mondo, astinenza dalle cose impure. Troverai uno spirito di ubbidienza.

Per queste persone, l'ubbidienza non è solo fare le cose giuste ed evitare quelle sbagliate. Il credente che vuole piacere al Signore ha uno spirito che lo attira automaticamente alla luce. "Infatti chiunque fa cose malvagie odia la luce e non viene alla luce, affinché le sue opere non siano riprovate; ma chi pratica la verità viene alla luce, affinché le sue opere siano manifestate, perché sono fatte in Dio" (Giovanni 3:20-21).

Una persona santa non ha timore della luce della presenza di Dio. Piuttosto invita quella luce chiarificante, poiché in lui uno spirito di santità grida: "Voglio che spariscano tutte le cose nascoste! Voglio essere il più possibile come Gesù!". Questo servo cerca la luce e quando essa gli appare, la luce della presenza di Cristo diventa pura gloria per lui.

Quelli che nascondono il peccato possiedono uno spirito di deviazione. Questo spirito odia qualunque messaggio di pentimento e grida: "Grazia!" per coprire la corruzione nascosta. Quando si manifesta la presenza di Gesù, viene portato alla luce ogni peccato nascosto. Il popolo di Dio abbandona ogni ombra e diventa un libro aperto "letto da tutti gli uomini" (2 Corinzi 3:2).

Centinaia di persone sono venute qui a Times Square, si sono sedute alla presenza del Signore ma poi non sono più tornate. Se ne sono andate via dicendo: "Questi predicatori sono troppo duri, troppo rigidi, troppo legalisti. Mi fanno sentire come non mi sono mai sentito!". Per la verità, molti di questi uditori stanno coltivando un peccato nascosto che sanno verrà a galla se solo si avvicinano alla luce. Il problema non sta in questa chiesa o nel nostro messaggio. Il problema è nel loro desiderio di rimanere al buio, sapendo di potervi nascondere bene i peccati.

Ascoltate il linguaggio dello Spirito di santità, le motivazioni dello spirito: "Osserviamo i suoi comandamenti e facciamo le cose che gli sono gradite" (1 Giovanni 3:22). Nella traduzione greca, queste parole sono molto forti: "Osserviamo i suoi comandamenti, lo facciamo con molto vigore, perché sappiamo che a Lui piace così!".

Credo che loro spirito di santità operi in questo modo nelle chiese in cui si manifesta la presenza di Gesù. Prima di tutto, i fratelli e le sorelle vengono in chiesa con un sorriso vittorioso stampato sul volto. Testimoniano: "Sono stato cambiato! Il Signore ha messo nel mio cuore il desiderio di ubbidire e di camminare in modo irreprensibile davanti alla Sua presenza". E mentre testimoniano queste cose, lo spirito gioisce: "Grazie a Dio, un altro servo sta compiacendo il Maestro! Il mio fratello e la mia sorella stanno facendo gioire il cielo!".

La tua gioia va oltre la libertà che puoi godere oggi, va oltre la liberazione dalle forze del diavolo. Questo perché, più di ogni altra cosa, stiamo diventando un corpo che impara a piacere al Capo. Non obbediamo perché è nostro dovere farlo, ma perché in noi risiede uno spirito di ubbidienza. Gioiamo della gioia di Cristo, siamo contenti perché il Suo cuore è felice! Questa è santità.

Ogni peso che il Signore mi ha dato da portare è scaturito da un incontro profondo e trasformante con la presenza di Gesù. Trentuno anni fa lo Spirito di Dio venne a me con uno spirito di pianto. Mi decisi a vendere la televisione, che dominava il mio tempo libero, e per un anno mi rinchiusi in preghiera con il Signore. Spesi mesi pregando nel mio studio e nelle foreste. E mentre mi trovavo nella Sua presenza, Egli mi aprì il Suo cuore e mi mostrò un mondo sofferente. Da tutto questo nacque il comando: "Vai a New York". Ho obbedito, e mentre camminavo per le strade di questa città Egli ha condiviso con me il Suo peso per le bande, per i drogati e per gli alcolizzati.

Circa cinque anni fa, Dio mi ha chiamato ad una vita più in comunione con Lui. Ho speso mesi con Gesù, sono stato purificato, ho lasciato tutte le mie ambizioni, e volevo solo piacergli. Di nuovo ricevetti il comando: "Ritorna a New York". Il nostro ministero si muove solo attraverso la preghiera e con la Sua presenza. Il peso che abbiamo deve essere il Suo peso, altrimenti non ha valore.

Quando avevo otto anni, si facevano spesso i campeggi. A quel tempo non erano molto attrezzati come adesso; tutto quello che le chiese potevano permettersi erano tende e minuscole cabine. Io e Gwen di solito ne frequentavamo uno che si chiamava "LIVING WATER CAMP" e si trovava a Cherry Tree, in Pennsylvania. Venivano a quel campeggio persone piene della presenza di Dio. Non avevamo la TV, e nessuno si azzardava nemmeno a pensare di andare a teatro; Gesù era il nostro tutto!

Le riunioni duravano quasi tutta la notte. E proprio in quelle riunioni la presenza di Gesù era così forte che tutti correvamo all'altare. Mi ricordo che ero inginocchiato sulla paglia e, mentre mi trovavo alla presenza di Dio, Egli divenne la mia vita. Proprio lì Egli mi disse: "Dammi la tua vita!". Dubito che sarei potuto essere oggi nel ministero senza quei cari che venivano ai campeggi così pieni di Gesù. Manifestavano la Sua gloria. Rimasi per ore a piangere e tremare davanti all'altare e quando mi rialzai -- avevo solo otto anni -- la mano di Dio era sulla mia vita e il Suo peso nella mia anima.

Nessuno condivise il peso del Signore più dell'apostolo Paolo. Gesù mise sulle sue spalle il giogo del Suo cuore. Ma Paolo come ricevette quel peso? Da un incontro con la luce solare della presenza di Cristo! "All'improvviso una luce gli sfolgorò d'intorno ed egli cadde a terra" (Atti 9:3-4). Questa era la presenza reale di Gesù.

Il ministero di Paolo nacque da quell'incontro. Notate che subito dopo venne il comando: "Alzati e vai" (verso 6)! Quando abbiamo la vera presenza di Gesù, non abbiamo bisogno di comitati, strategie o seminari che ci indichino la direzione. Lo Spirito Santo viene e dice: "Vai qui... vai lì... fai questo". Sarà Lui a dirti quando, dove e come!

Puoi sentire due ministri, entrambi sinceri, predicare lo stesso messaggio. La dottrina di entrambi potrebbe essere giusta, e entrambi potranno predicare con la stessa enfasi. Eppure le parole di uno cadono su orecchie morte e non portano alcun risultato, mentre le parole dell'altro compungono i cuori come una spada. Questo perché il secondo predicatore condivide e rivela il peso del Signore, perché è stato in comunione con Lui e parla dal Suo cuore. La presenza del Signore porta convinzione e vita.

Mostratemi un predicatore che è in comunione con il Signore, che aspetta la Sua presenza, e vi mostrerò colui che conosce perfettamente la mente di Cristo. Se fa un passo sbagliato, è il Signore che lo riporta sulla retta via. Mostratemi una chiesa che ubbidisce alla Parola di Dio e che manifesta la Sua presenza, e vi mostrerò un corpo che ascolta la voce di Dio, che conosce il Suo peso e che fa solo ciò che a Lui piace. Un simile corpo, nonostante possa sentire migliaia di voci che promuovono buone cause, non si sposterà fin quando non Lo vorrà il Maestro. Questa chiesa non promuoverà alcuna causa se non vi è la Presenza di Dio.

"Tu mi hai fatto conoscere le vie della vita, tu mi riempirai di gioia alla tua presenza" (Atti 2:28).

Ti sei mai chiesto come si comportava Gesù ogni giorno, com'era il Suo cuore e la Sua attitudine? Era forse oppresso da tutti i pesi che portava? Piangeva tanto? C'era una pesantezza attorno a Lui?

Lui ha pianto, ha portato pesi pesanti. Nel Gethsemane ha sudato gocce di sangue, e in altre occasioni ha sospirato per la condizione di chi non credeva. Ma la Parola di Dio ci dice chiaramente che Gesù era pieno di gioia e di felicità.

"Infatti Davide dice di lui: Io ho avuto del continuo il Signore davanti a me, perché egli è alla mia destra, affinché io non sia smosso. Per questo si è rallegrato il cuore mio e ha giubilato la mia lingua, e anche la mia carne dimorerà nella speranza.. Tu mi hai fatto conoscere le vie della vita, tu mi riempirai di gioia alla tua presenza" (Atti 2:25-28). Parlando davanti al Sinedrio, Pietro citò una profezia del salmo 16. Era una visione di Cristo, che avrebbe gioito, che avrebbe avuto una lingua giubilante e avrebbe avuto del continuo la gioia della presenza del Padre.

Dobbiamo gioire, dobbiamo essere gioiosi e pieni di felicità per lo stesso motivo per cui Gesù era contento. La prima ragione per cui era felice era che sapeva che la morte non avrebbe potuto conquistarlo. E così è per noi! Sapere questo distrugge la dottrina malvagia che dice che Gesù è stato messo nelle mani del diavolo e ha dovuto combattere per uscire dall'inferno. Gesù sapeva che la morte non avrebbe potuto trattenerlo -- e anche noi dobbiamo avere questa certezza.

Secondo poi, il Signore è alla nostra destra in tutte le nostre difficoltà. Possiamo riposare con fiducia e aspettativa, perché sappiamo che è al nostro fianco in ogni momento.

Terzo, "tu non lascerai l'anima mia nell'Ades [la morte]". Sorgeremo a nuova vita in un corpo nuovo, in un mondo nuovo.

E per ultimo, la Sua presenza ci inonda di gioia! Come non potremo gridare ed essere felici perché siamo stati liberati dall'inferno, perché ci è stata promessa la vita eterna, perché ci ha promesso la Sua presenza in tutte le nostre difficoltà sulla terra e ci ha assicurato di andare sempre avanti a noi?

A volte dobbiamo stare in silenzio e riconoscere che Lui è Dio. A volte lo Spirito ci fa cantare canzoni d'amore per Gesù. Ma nella Parola di Dio, quando otteneva vittoria sul nemico, il popolo gridava ad alta voce le lodi per il Signore. Il settimo giorno che Israele marciava intorno a Gerico, Dio diede questo comando: "Tutto il popolo darà un grande grido; allora le mura della città crolleranno sprofondando" (Giosuè 6:5). "E il popolo lanciò un grande grido, e le mura crollarono sprofondando" (verso 20).

In Esdra scopriamo che ci fu un altro grido quando si gettarono le fondamenta del tempio. "Quando i costruttori gettarono le fondamenta del tempio dell'Eterno.. cantavano, celebrando e lodando l'Eterno... Tutto il popolo mandava alte grida di gioia, lodando l'Eterno perché erano state gettate le fondamenta della casa dell'Eterno" (Esdra 3:10-11,13). La parola ebraica usata qui per "grida" significa "spaccare le orecchie". Il pianto degli israeliti era così gioioso e le lodi erano così acute che spaccavano le orecchie! Alcune persone non sopportano le grida e il rumore nelle chiese. Ma sentite questo: "Perché il Signore stesso scenderà dal cielo con un grido" (1 Tessalonicesi 4:16).

Dio vuole che conosciamo la Sua Parola su questo argomento. I salmi ci comandano di dare grida di gioia al Signore. "Grida" in ebraico è sinonimo di tuono, fuoco, scintille. "Mandate grida di gioia all'Eterno voi tutti abitanti della terra" (Salmo 66:1). "Cantate al Signore con tutta le forza: mandate grida di gioia al Dio di Giacobbe" (Salmo 81:1). "Mandate grida di gioia all'Eterno, voi tutta la terra: prorompete in canti di gioia, rallegratevi e cantate lodi... con trombe e il suono del corno davanti all'Eterno, il Re... I fiumi battano le mani e i monti esultino insieme di gioia davanti all'Eterno" (Salmo 98:4,6,8).

Il popolo di Dio prova una grande gioia quando viene rivelata la presenza di Gesù. Se non gridiamo nella Sua presenza, gli alberi lo faranno per noi! Qui nella nostra chiesa cantiamo: "Alzate le mani, non abbiate paura, cantate fin quando la potenza del Signore non scenda! Quella potenza è la Sua presenza!".

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